Esponi un tagliando falso della RCA sul parebrezza? Ora non è più reato

Stipulare l’assicurazione per il proprio veicolo è obbligatorio al fine di poter circolare su strada, ma questo onere molto spesso viene considerato eccessivo dagli automobilisti che di conseguenza cercano delle “scorciatoie”. Quella maggiormente adottata in Italia, considerando il gran numero di sentenze che ci sono a tal proposito, consiste nel falsificare il tagliando dell’assicurazione per esporlo sul parabrezza. Se ben riprodotto, ad un’occhiata superficiale, il tagliando può apparire del tutto autentico, e il gioco è fatto.

La nuova normativa sui tagliandi RCA

Ma la nuove legislazione in materia cambia in modo sensibile il panorama. In primis ora non sussiste più l’obbligo di esporre il tagliando: presto probabilmente le assicurazioni non ne produrranno nemmeno più. Grazie a nuovi dispositivi e ad una sezione specificatamente dedicata del Portale dell’Automobilista, infatti, le pattuglie possono scoprire se un’autovettura è coperta da regolare assicurazione semplicemente rilevandone la targa.

La sentenza 11103/2016 della Cassazione

Ma è anche vero che una recente sentenza della Cassazione (11013/2016) dice anche che chi falsifica il tagliando dell’assicurazione non è più imputabile di reato di ricettazione come in precedenza.

Se in passato infatti le pene previste per chi usava un tagliando fasullo erano molto pesanti, in quanto si equiparava questo reato a quello di ricettazione, secondo la Cassazione invece non di ricettazione si tratta ma di falso in scrittura privata. Le pene sono molto più lievi, tanto più che questo reato è stato depenalizzato e quindi, in sostanza, si può dire che l’atto di falsificare un tagliando non sia più da considerarsi reato.

In caso di denuncia

Il discorso cambia se il tagliando falsificato viene da altro tipo di attività illegale (ad esempio furto o truffa), e se il tagliando viene esibito. Infatti in questo caso si configurano le pene previste dall’articolo 485 del codice penale, sempre che però venga esposta denuncia. In conclusione si può dire, di fatto, che la contraffazione del contrassegno assicurativo è oggi un’azione che resta impunita.

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