La scatola nera diverrà obbligatoria per tutti i veicoli?

Il parco auto italiano conta circa 38 milioni di automobili, di cui quasi la metà con almeno dieci anni di vita alle spalle. Da tempo si vocifera di un’eventuale dotazione di scatole nere, ovvero speciali dispositivi elettronici in grado di raccogliere dati e dialogare con la centralina di bordo. Con un dispositivo del genere sarebbe molto più semplice risalire ad eventuali responsabilità in caso di incidenti, oppure individuare uno stile di guida rischioso. Inutile dire quanto le assicurazioni auto ne beneficerebbero. Le polemiche, tuttavia, non mancano e con il ritorno all’attualità di quest’ipotesi, i contrari hanno fatto nuovamente sentire la propria voce.

La proposta di legge

Un primo passo verso l’ufficializzazione di una legge che imponesse l’installazione di una scatola nera sulle automobili c’era già stato tre anni fa, quando sulla Gazzetta Ufficiale venne pubblicato il decreto emesso il 25 gennaio del 2013, che fissava le peculiarità dei dispositivi elettronici realizzati allo scopo di registrare tutto ciò che accade a bordo di un veicolo.

La legge vigente prevede finanche degli sconti collegati all’impiego del dispositivo in questione da parte delle compagnie assicurative, che a fronte dell’installazione della scatola nera possono offrire una riduzione del costo della polizza auto del 10%. La delega stabilisce inoltre che sia l’installazione che un’eventuale disinstallazione o sostituzione del dispositivo, sarebbero a carico dell’impresa assicurativa e non del contraente. Un’ipotesi questa che diminuirebbe i costi a carico degli automobilisti. Tuttavia, il Codacons ha prontamente bocciato la proposta.

Ipotesi scatola nera: è legale o no?

Fin qui, l’eventuale installazione di una scatola nera su ciascun veicolo sembrerebbe un affare per tutti. Ma lo sarebbe davvero? A tal proposito, non abbiamo ancora parlato dei costi di manutenzione imposti da questi dispositivi. Il presidente dell’associazione dei consumatori si è così espresso al riguardo. Secondo Carlo Rienzi si tratterebbe di un provvedimento illegittimo ed inattuabile, facilmente contestabile nelle apposite sedi. Perché? I costi di manutenzione finirebbero per gravare sugli utenti ed un aggravio di spesa simile non può in alcun modo essere imposto dall’alto.

Il tema della privacy

Viviamo nell’era della geolocalizzazione e le telecamere di sorveglianza riempiono le nostre città. Le preoccupazioni degli automobilisti circa la tutela della propria privacy, in questo caso, non sono giustificate: i dati raccolti da questi speciali dispositivi, infatti, non intaccherebbero in alcun modo la privacy dell’automobilista e dei passeggeri, ma servirebbero soltanto ad aumentare le responsabilità del conducente e a stimolare un uso più consapevole del veicolo.

Al di là delle normali preoccupazioni, ancora una volta non sappiamo come andranno le cose. La delega sull’impiego della cosiddetta “scatola nera” traccia dei confini molto ampi, che dovrebbero essere accuratamente analizzati da esperti in materia, verificandone anche la compatibilità con le normative attualmente in vigore nell’Unione Europea.

Scatola nera: si o no?

Per adesso la legge risulta essere stata in parte bocciata dalla Commissione di Bilancio del Senato, malgrado le rimostranze di una parte dei parlamentari. Rendere obbligatorio l’uso della scatola nera significherebbe un ulteriore esborso economico a carico delle assicurazioni o degli automobilisti. Il dibattito fra parlamentari e senatori è destinato a continuare, ma l’intenzione del Parlamento è quella di rendere legge ciò che per adesso è solo un’ipotesi.

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