Recedere dal contratto di assicurazione?

Parliamo chiaro: se andate in agenzia a stipulare un qualunque contratto non avete alcun diritto di recesso, tranne in rari casi. Se invece sottoscrivete un contratto a distanza (on line o telefonicamente), avete tutte le possibilità di pensare successivamente se mantenerlo valido o no. Ma vediamo i casi specifici nel dettaglio.

Termini di recessione dal contratto.

La normativa specifica parla di quattordici giorni in caso di polizze generiche e di trenta giorni in caso di polizza vita (la differenza tra le prime e la seconda è evidente visto che un contratto “per sempre” è decisamente più vincolante degli altri). In questo il legislatore si è impegnato moltissimo per adeguare la legge alla realtà delle cose e, se nel 1993 con il D.lgs 385/93 il recesso entro i quattordici giorni si applicava solo in alcuni campi, con il D.lgs 21/2014 il diritto di recesso nei quattordici giorni viene uniformato ad ogni servizio acquistato a distanza.

Tipi di contratto la cui recessione è possibile.

Non è fattibile esercitare un recesso ad assicurazioni temporanee, per esempio quelle di viaggio, ma se invece acquistate polizze, viaggi o contratti finanziari, potete ripensarci con un certo aggio.

Obblighi del proponente.

Chi vi offre un servizio on-line è tenuto a farvi pervenire il cartaceo del contratto con il richiamo al diritto di recesso. Il tempo per cancellare il contratto parte dal momento in cui il contraente, cioè voi, ricevete queste informazioni.
Se non arriva, il periodo nel quale esercitare il recesso si allunga fino all’anno.

Importo del rimborso.

È importante sapere che, in ogni caso, il premio pagato non è mai reso al 100% dato che l’assicuratore deve corrispondere al SSN e all’Agenzia delle Entrate gli importi di loro competenza.

Motivi della rescissione.

Si può sciogliere un contratto se si presume che il servizio acquistato non sia in linea con quanto desiderato, se chi ci offre la prestazione ci sembra disonesto o se sono mutate le nostre condizioni iniziali.
I motivi quindi sono vari, ma raramente sono richiamabili alla scarsa trasparenza: i servizi on-line sono spesso venduti tramite “flag” cioè autocompilazioni di campi prestabiliti direttamente dall’utente.

In conclusione, anche se è vero che la normativa in essere tutela il consumatore, l’aspetto più importante è informarsi e chiedere a chi è “dall’altra parte” di essere professionale come se fosse sotto casa.
Prima di sottoscrivere un servizio a distanza non esitate a contattare il servizio clienti per avere tutte le informazioni a riguardo.

3.00