Unico veicolo, tre figure: differenza tra proprietario, contraente e conducente

Anche se un veicolo presenti Tizio come suo legittimo proprietario non significa automaticamente che l’assicurazione è a suo carico o che sia sempre lui a utilizzarlo. Nella realtà dei fatti, possono verificarsi diverse situazioni che comportano diverse implicazioni di tipo legale e fiscale; è bene quindi fare chiarezza, per evitare confusioni e brutte sorprese.
A volte capita che non si ha ben chiara la differenza che intercorre tra proprietario, conducente e contraente: tre tipologie di soggetti che possono sì coincidere spesso, ma non è detto che ciò accada sempre e comunque.

Chi è il proprietario?

Il proprietario è l’intestatario dell’auto, della moto o di altri veicoli ed è a carico di quest’ultimo che sussiste l’obbligo di pagamento del bollo auto, la tassa automobilistica. È il proprietario a comparire sul libretto di circolazione e sul P.R.A. ed è sempre il proprietario ad essere titolare dell’attestato di rischio collegato al veicolo. Questo documento è fondamentale per conoscere la classe di merito del titolare dell’auto o di altro mezzo, il passato assicurativo e tutti gli aspetti connessi al rapporto di proprietà. Inoltre, in capo ad esso incombe la responsabilità civile e amministrativa in solido con il conducente e qualora quest’ultimo dovesse rivelarsi insolvente è proprio il proprietario a dover rispondere di multe e sinistri.

Chi è il contraente?

Anche se il veicolo è intestato ad un determinato soggetto, non è detto che anche l’assicurazione lo sia. Infatti, il contraente è colui che provvede alla stipula prima e al pagamento poi della polizza assicurativa. È una figura che assume rilevanza solo sotto il profilo contabile e fiscale, dato che non esercita alcuna influenza sull’attestato di rischio, che rimane sempre legato al profilo del proprietario. Per quanto attiene la polizza, questa deve però essere stipulata in relazione al profilo di rischio del proprietario stesso e non di quello del conducente, come accade ad esempio nell’ipotesi in cui il titolare dell’auto sia un neopatentato, ma con l’assicurazione a carico di un adulto.

Chi è il conducente?

Il conducente, detto anche utilizzatore, è colui che ha la disponibilità del veicolo in un determinato momento. La legge non pone limiti sull’utilizzazione del mezzo, purché chi lo effettua sia in possesso dei requisiti per la guida e ci sia il consenso del proprietario. Riguardo tale figura, nel 2014 è stata introdotta la denominazione di “utilizzatore abituale”, per intendere chi ha la disponibilità dell’auto di proprietà altrui per più di 30 giorni consecutivi ed è l’esempio dei veicoli dati in comodato.

Sul conducente ricade poi la responsabilità penale per i reati commessi durante la guida e la responsabilità civile e amministrativa, in solido con il proprietario. Anche se il mezzo è usato da chi sia diverso dal proprietario, la copertura non viene meno. Tuttavia, stipulando una polizza “a guida aperta” le cose cambiano se l’utilizzatore è un soggetto di almeno 26 anni e con la patente da 2 anni o un neopatentato, perché in questo secondo caso la compagnia potrebbe introdurre delle franchigie.

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